|
ELETTROMIOGRAFIA IN UN CONIGLIO CON LESIONE
DEL NERVO SCIATICO
Questo lavoro riguarda il caso clinico di una coniglietta nana di
quattro mesi, portata alla visita in quanto schiacciata
accidentalmente dal proprietario. Alla visita il soggetto, pur
avendo un buono stato generale, presentava lieve difficoltà alla
deambulazione, con una tendenza alla deviazione laterale dell’arto
posteriore sinistro; alla palpazione di tutte le estremità ossee e
della colonna vertebrale non si evidenziavano né dolore né parvenza
di fratture o lussazioni. Le articolazioni, compresa quella del
ginocchio, erano stabili ed anche i riflessi dolorifici erano
presenti. Veniva in ogni modo effettuato uno studio radiografico,
con soggetto non sedato, consistente in due lastre eseguite in
proiezione ventro-dorsale e latero-laterale, che non evidenziavano
nulla di rilevante. Eseguita una prima somministrazione di
antidolorifico, antibiotico, cortisone con dosaggio a scalare e
gastroprotettore, si rimandava il caso ad una più approfondita
valutazione dopo diciotto ore di riposo essendovi anche la
possibilità che la sintomatologia derivasse da un trauma moderato
del midollo spinale con edema localizzato. Al successivo controllo
non si evidenziavano ulteriori miglioramenti, ma il proprietario
optava per tenere il soggetto a riposo senza effettuare nuovi
accertamenti. Dopo quindici giorni il coniglio però, oltre a
peggiorare la deambulazione (accentuando la deviazione laterale del
posteriore), incominciava a presentare un’abrasione da leccamento a
livello del tarso sinistro. L’arto presentava in ogni caso
sensibilità profonda e superficiale e la manipolazione dello stesso
non evocava dolore. Visto il perdurare della zoppia, a Settembre
veniva quindi sottoposto ad una visita neurologica che evidenziava
assenza di dolore profondo e ipotrofia di tutti i gruppi muscolari
dell’arto interessato con facile lussazione della rotula.
L’articolazione del ginocchio appariva però funzionante. Nella
stessa seduta veniva inoltre compiuta un’elettromiografia (EMG). Per
l’esecuzione della stessa, il coniglio è stato dapprima premedicato
usando ketamina, medetomidina e butorfanolo, inoculati sottocute in
cocktail nella medesima siringa, proseguendo, in seguito, impiegando
isofluorano in maschera. Non si è ritenuto opportuno, poiché
sconsigliato in questo tipo d’animale, far precedere l’anestesia ad
un periodo di digiuno. L’esame, effettuato con animale in decubito
laterale con pulizia ed antisepsi della parte da esaminare eseguita
con clorexidina, evidenziava attività spontanea in tutti i muscoli
dell’arto posteriore sinistro innervati dal nervo sciatico. Tali
potenziali risultavano molto più evidenti distalmente al ginocchio
che a livello di muscolatura posteriore della coscia come a
testimoniare una lesione medio-distale del nervo, anche se non si
poteva escludere che si trattasse di un primo segno di
reinnervazione. Il medesimo esame, effettuato sull'arto
controlaterale, non mostrava invece alterazione alcuna. Per favorire
il risveglio del soggetto e ridurre l’insorgenza di effetti
collaterali, è stato quindi somministrato atipamezolo, enrofloxacin
e metoclopramide. Alla visita successiva, effettuata dopo
quarantacinque giorni, l’arto appariva però stabilmente deviato
lateralmente a causa di un’anchilosi dell’articolazione
femoro-tibio-rotulea. Al peggioramento dell’ipotrofia dei gruppi
muscolari dell’arto e all’assenza di dolore sia superficiale sia
profondo, si aggiungevano alle preesistenti escoriazioni sul tarso
nuove lesioni presenti in alcune falangi. Pur prendendo in
considerazione l'esecuzione di una successiva elettromiografia per
meglio valutare la possibilità di una reinnervazione, veniva
prospettata anche la possibilità di amputazione dell’arto ma, visto
anche la discutibilità sull’etica di questo intervento in un
coniglio, il proprietario preferiva aspettare successivi sviluppi.
All’ultimo controllo, eseguito in Dicembre, le lesioni da leccamento
sull’arto sono in parte regredite, l’arto posteriore sinistro rimane
stabilmente deviato verso l’esterno, e la coniglietta si è adattata
a questa sua nuova condizione tanto da rimanere gravida e partorire,
senza necessità d’intervento chirurgico, un coniglietto sano.
53° congresso
Nazionale SCIVAC, Rimini, 20/05/06 |