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Impiego del clazuril nel trattamento delle coccidiosi
negli animali esotici

Introduzione

I coccidi sono parassiti protozoi della classe Sporozoa, cui appartengono i generi Isospora, Eimeria, Toxoplasma, Sarcocisti, Criptosporidi, Neospora, Ciclospora. Di questi noi prenderemo in considerazione solo il genere Eimeria che rappresenta i coccidi propriamente detti.

Isolati in quasi tutti gli animali (compresi pesci, anfibi, invertebrati ed addirittura anche alcuni coproliti del 10500 A.C) ricordiamo:

nei conigli: E. Magna, Stiedai, Irresidua, Piriformis, Perforans, Media, Coecicola, Intestinalis.

nelle cavie troviamo l’E. Cavie (che è la più frequente) e l’Aperea

negli scoiattoli: E. Diarrhoea

nei topi: E. Falciformis, Separata, Miyairii, Halli.

negli ondulati: E. Psittacina, Dunsingi

nelle testudo: E. Brodeni

nelle trachemis: E. Scriptae, Marginata, Grahtemydos, Chrysemdis

Le caratteristiche del genere Eimeria sono:

a) oocisti sporulata contenente quattro sporocisti, ciascuna con due sporozoiti;

c) stretta specificità nei confronti dell’ospite salvo rarissime eccezioni;

d) stretta immunospecificità: in seguito all’esposizione al parassita, si realizza un’immunità naturale nei confronti di una determinata specie d’Eimeria creando così dei portatori sani; non esiste una resistenza crociata.

e) tranne pochissime eccezioni, (ad esempio E. Stiedai del coniglio che si localizza a livello d’epitelio delle vie biliari) sono parassiti endocellulari delle cellule dell’epitelio intestinale.

 

Il ciclo vitale dei coccidi comprende due stadi:

il primo avviene nell’ospite e comprende a sua volta una riproduzione asessuata massiccia (schizogonia o merogonia) con la produzione di schizonti ed un ciclo sessuato con la generazione di micro e macrogameti (unica fase mobile di questo parassita). Essi daranno poi origine agli zigoti (gametogonia) che si circondano di una parete protettiva divenendo oocisti; quest’ultime, dapprima immature, contengono una massa cellulare indivisa (detta sporonte) e rappresentano la forma di resistenza eliminata all’esterno con le feci.

il secondo stadio si compie al di fuori dell’animale (sporogonia) ed è un processo maturativo che porta alla differenziazione all’interno delle oocisti, di quattro sporocisti che a loro volta comprenderanno i due sporozoiti. Giunte a questo stadio di maturazione, le oocisti sono infettanti se ingerite dall’ospite recettivo.

 

Le coccidiosi sono malattie la cui gravità è determinata dall’età al momento dell’esposizione (sono normalmente più colpiti e con un decorso più grave i soggetti giovani), dai fattori stressanti ambientali (quali scarsa igiene e, soprattutto nel caso delle cavie, ipovitaminosi C), dalla specie patogena (E Stiedai, Magna ed Irresidua sono nel coniglio le specie più patogene e di queste la Stiedai è la più letale), dalla localizzazione della stessa a livello intestinale e dal numero di oocisti. A volte più specie sono presenti nello stesso soggetto.

La sintomatologia, anche se spesso assente, può essere rappresentata da una diarrea da lieve a modesta, in alcuni casi anche emorragica, che può però predisporre a sua volta allo sviluppo d'altre enteriti. Possiamo anche notare diminuzione d’appetito, perdita di peso, mancato accrescimento, debolezza e, soprattutto nel caso di E. Stiedai del coniglio, anche morte.

Scopo dello studio

L’obiettivo di questo studio è quello di stimare l’efficacia anticoccidica di una nuova molecola denominata Clazuril in animali cosiddetti esotici.

Terapia della coccidiosi

Per il trattamento di questa parassitosi, il veterinario ha a sua disposizione un’ampia gamma di prodotti tra cui ricordiamo:

- Sulfachinossalina: nel cibo alla concentrazione da 0,025 a 0,3% continuamente per 4-5 settimane; oppure aggiunta all’acqua da bere alla concentrazione di 1 gr. ogni 100 ml. per periodi alternati di 2 settimane

- Sulfadimetossina: 50 mg/kg per os per una volta poi 25 mg/kg per os ogni 24 ore per 15-20 dì

- Sulfametazina: nel cibo da 0,05 a 1% oppure nell’acqua al 2% per 5 di od anche 25 mg/kg per os al dì per 21 giorni nei rettili

- Sulfadiazina, Sulfamerazina: 25 mg/kg per os al dì per 21 giorni nei rettili

-          Amprolium: negli uccelli si usa una soluzione al 9,6 % mettendo 5 ml ogni 10 l. d’acqua di bevanda per 5 giorni.

- Clazuril.

Profilo del farmaco

 

Il Clazuril: è una molecola appartenente al gruppo dei benzene acetonitrili che agisce bloccando le fasi di schizogonia (agendo sugli stadi di merozoiti e schizonti), di gametogonia (agendo sui gameti), e di sporulazione (agendo sulle oocisti). Insolubile in acqua, viene somministrato per bocca in compresse in un unico trattamento al dosaggio di 5 mg/kg. In commercio è disponibile come AppertexÒ della Janssen-Cilag Spa

 

Materiali e Metodi

Casistica e valutazione clinica

 

Sono state esaminate, dopo attenta anamnesi ed accurato esame obiettivo generale, le feci di diverse speci animali, alcuni dei quali riuniti in gruppi, utilizzando una soluzione di saccarosio e sodio nitrito (P.S. 1300) associata, in alcuni casi, allo striscio diretto.

Ciò ha permesso inoltre di riscontrare diversi casi di positività alla coccidiosi anche in assenza di sintomatologia. Sono stati quindi ammessi allo studio 280 animali suddivisi come riportato in tabella 1.

Trattamento

I 109 soggetti positivi sono stati trattati, direttamente o mediante il coinvolgimento del proprietario, con l’AppertexÒ, un anticoccidico in compresse per uso orale della Jansenn-Cilag contenente Clazuril, al dosaggio di una compressa ogni 500 gr./peso vivo secondo le modalità d’impiego e la posologia indicata dalla casa produttrice per il trattamento delle coccidiosi nei piccioni. A tale terapia è stata associata una disinfezione totale delle gabbie e del loro contenuto utilizzando ammoniaca, in quanto le oocisti eliminate con le feci, quando sporulate, sopravvivono a lungo nel terreno.

Valutazione dell’efficacia

Per valutare l’efficacia del trattamento, le feci dei soggetti positivi sono state ricontrollate dopo 7-10 giorni dalla somministrazione del farmaco, sempre mediante esami copromicroscopici. Tutti i dati relativi allo studio sono riportati nella tabella 1.

Risultati

L’efficacia nei soggetti trattati, è stata del 99%, risultando un solo coniglio positivo dopo 7-10 giorni dal trattamento sui 109 soggetti trattati.

Discussione

Come si vede dalla tabella, la somministrazione di Clazuril ha dato dei buonissimi risultati anche nel settore dei cosiddetti animali esotici. Al vantaggio della facilità di somministrazione, del singolo trattamento, della sicurezza di azione, dell’assenza di effetti collaterali, si contrappone però lo svantaggio, per chi ha pochi animali, del numero di compresse (30) presenti all’interno della scatola, anche se il prezzo è equiparabile a quello di altri prodotti, e l’insolubilità in acqua che obbliga alla somministrazione per via orale ad ogni singolo soggetto.

Bibliografia

1)    Autori vari: “Prontuario terapeutico veterinario” S.C.I.V.A.C., Cremona, 1995

2)    Birchard S.J., Sherding R.G. “Manuale di clinica dei piccoli animali” Piccinin, Padova, 1996

3)    Duszinski e Coll. “The coccidia of the world” www.biology.unm.edu/~coccidia/home.html

4)    Kirk R.W. “Terapia veterinaria attuale” Piccin, Padova, 1984

5)    Quesenberry K.E, Hillyer E.V. “Medicina degli animali esotici 1” Clinica Veterinaria del Nord America Piccoli Animali, Antonio Delfino Editore, Roma, Vol. 3, 1997

6)    Quesenberry K.E, Hillyer E.V. “Medicina degli animali esotici 2” Clinica Veterinaria del Nord America Piccoli Animali, Antonio Delfino Editore Roma, Vol. 4, 1997

7)    Richardson V.C.G. “ Diseases of domestic guinea pigs” Library of Veterinary Practice, Blackwell Science L.T.D., Oxford 1998

8)    Robert J. Flynn “ Parasites of Laboratory Animals” The Iowa State University Press, Iowa, 1973

9)    Sloss M.W., Kemp R.L. “Parassiti in medicina Veterinaria” Edi-Ermes, 1985

Tabella 1

SPECIE

NUMERO

POSITIVI A COCCIDI

CONTROLLATI

POSITIVI DOPO CONTROLLO

FURETTI

1

0

0

0

TESTUDO

2

0

0

0

TRACHEMIS

4

0

0

0

CRICETI RUSSI

20

0

0

0

CRICETI DORATI

18

0

0

0

CAVIE

40

28

26

0

CONIGLI

56

39

36

1

DEGU

8

0

0

0

GERBILLI

5

0

0

0

SCOIATTOLI

5

1

1

0

CALOPSITE

14

8

8

0

MERLO

2

2

2

0

ONDULATI

44

12

12

0

INSEPARABILI

5

0

0

0

CANARINI

42

15

15

0

BENGALIN

2

0

0

0

DIAMANTI

4

0

0

0

CARDELLINI

8

4

4

0

 

Articolo pubblicato su “La Settimana Veterinaria” N°273 pag. 32

 

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